Qualcuno, cui sia balenata in testa l’idea di diventare volontario, si pone certamente la domanda: “ Ma poi cosa mi aspetta?”
La risposta non può che essere: “Formazione!”
E’ evidente che al giorno d’oggi il soccorso agli altri non può prescindere dalla conoscenza e dalla preparazione del soccorritore.
Non è più il tempo in cui alle persone di buona volontà veniva richiesto solo di effettuare il trasporto dell’infortunato o del malato nel più breve tempo possibile dove poi altri si sarebbero fatti carico di occuparsene.
Gli interventi ora devono essere effettuati nel rispetto di protocolli dai quali non derogare, tenendo conto della situazione, delle condizioni, delle esigenze del paziente e della necessità di salvaguardare la qualità della sua vita futura. Tutte cose che dipendono anche da noi volontari, da cosa facciamo, da come lo facciamo.
Prima ho scritto “soccorso” non intendendo solo quello prestato nei servizi di ambulanza, ma, generalizzando il concetto, “qualsiasi aiuto” prestato agli altri: dai servizi sociali, all’assistenza domiciliare, alle varie altre prestazioni che la “nostra” Misericordia è in grado di fornire.
In ogni caso chi si impegnerà dovrà imparare.
Lo farà sotto varie forme, secondo il tipo di servizio che avrà scelto. Frequentando i corsi per soccorritore, con l’affiancamento a confratelli già esperti, con aggiornamenti periodici, con gli incontri che sono stati e saranno programmati con psicologi, ecc.
Aspiranti volontari, non spaventatevi! Tutto ciò avverrà gradualmente, facilmente, naturalmente…In altre parole, se siete veramente interessati, con poca fatica, con qualche soddisfazione, spendendo un po’ del vostro tempo libero!
Un’ultima annotazione. Formazione vuol dire anche migliorare noi stessi nel nostro intimo e nei rapporti con gli altri, vedere il mondo con occhi diversi e più tolleranti, affrontare e capire situazioni diverse e particolari, maturare.
Il tuo impegno come volontario, è sicuro, ti aiuterà anche in questo!