Come tutto è iniziato
Via di Varlungo 71, il bandone si alza, cigolando… tre stanzette, un bagnetto, un pavimento in parte sconnesso, luci al neon, un vecchio divano in pelle e qualche sedia, un tavolo, un telefono “a ruzzola”, una radio che gracchia, un vecchio FIAT 238 parcheggiato davanti alla Chiesa, i camici ianchi. La nostra avventura ha inizio così, 25 anni fa.
Il 18 marzo 1988 Don Antonio Ferrara, parroco di S. Pietro a Varlungo e Correttore della Confraternita, assieme ai parroci di S. Antonino a Bellariva, S. Michele a Rovezzano e S. Andrea a Rovezzano e ad alcuni uomini e donne di buona volontà fonda la Misericordia di Firenze Est-Varlungo.
La Misericordia, che assume come stemma le due chiavi incrociate unite da una catena in onore di San Pietro in Vincoli, trova casa nei locali di Via di Varlungo 71 messi gratuitamente a disposizione da Don Antonio.
In poco tempo ai fondatori cominciano ad aggiungersi altri Confratelli e Consorelle, giovani e meno giovani, un piccolo ma agguerrito gruppo che cerca di dare il via ai servizi, tra cui quello delle “mutature”.
Alla fine del 1988 l Misericordia di Pontassieve ci dona un’ambulanza FIAT 238, con la quale iniziamo a svolgere i trasporti ordinari con ambulanza, che spesso ci vengono passati anche da altre Associazioni già operanti nella zona.

Ci organizziamo: si sta in sede a turno, studiando, leggendo il giornale, chiacchierando, ascoltando musica. Arriva una telefonata, un servizio: ci si conta, si chiamano a casa (altro che cellulari!) i Confratelli, si forma la squadra, si indossano le vesti bianche e si parte, in silenzio, con tanta emozione, guardando con fiducia a chi ha già esperienza perché già confratello di altre Misericordie.
La sede quasi subito diventa un luogo dove non si va solo per fare servizio ma anche per il piacere di stare insieme, di trovare nuove amicizie, dove si discute di tante cose, si scambiano esperienze, si fanno sani confronti tra generazioni diverse. Non contano la politica, il titolo di studio, l’estrazione sociale, il conto in banca e finanche la fede calcistica (!): la veste bianca mette tutti d’accordo.
A volte quel che non si trova in famiglia, nel lavoro, nella scuola lo si trova in Via di Varlungo 71: un fratello, un nonno, uno zio, un nipote, un amico, un aiuto, due parole. Chi è giovane cresce guidato dai “maestri”, chi è nell’autunno della propria vita scopre di essere ancora in gamba ed utile.
In questo clima, nella primavera del 1989 acquistiamo da un’asta dell’Esercito un altro furgone FIAT 238 che viene adibito ai servizi sociali, viste le richieste che già cominciano a pioverci addosso.
E un passo dopo l’altro, andiamo avanti!
AVANTI, A PICCOLI PASSI…
Nel frattempo anche “La Loggetta”, una delle prime centrali operative in Italia e che dal 1986 ha sede proprio a Varlungo, nella nostra attuale sede, comincia a passarci i servizi: la nostra speranza ed il nostro entusiasmo crescono, forse l’avventura che stiamo vivendo non è un fuoco di paglia. Si comincia quindi a fare “formazione”, spesso il sabato pomeriggio, ai nuovi Confratelli.
Nel luglio del 1990 sempre dall’Esercito acquistiamo un furgoncino FIAT 900 per i servizi sociali, che però nel gennaio del 1991 ci viene rubato. Ma Dio vede e provvede, e così nel mentre la Misericordia di Badia a Ripoli ci regala un altro furgoncino uguale, cominciamo ad innamorarci di un sogno: l’acquisto di un’ambulanza nuova, tutta nostra.
Parte una nuova esperienza, quella della raccolta fondi: incredibilmente il sogno si realizza, grazie soprattutto alla popolazione che comincia a conoscerci tramite il giornalino della Misericordia il cui primo numero vede la luce nel febbraio del 1991: quel giornalino “figlio” soprattutto della pazienza e del lavoro certosino del mio babbo (quanti dopocena passati a prepararlo assieme …) e che per molti anni verrà recapitato porta a porta dai Confratelli.
Nello stesso anno 1991 riceviamo quindi in dono il nostro bellissimo Labaro, la “bandiera” della Misericordia, un personal computer e con una festa organizzata per l’occasione, inauguriamo l’ambulanza “3”, un nuovissimo FIAT Ducato con il tetto rialzato.
Nel 1992 il Consiglio decide di aprire un poliambulatorio per mettere a disposizione della popolazione alcune specialistiche a prezzi contenuti. Si fanno in economia alcuni lavori nell’ultima stanzetta della sede e – non so come – mettiamo insieme anche i soldi per comprare alcuni strumenti, tra cui un elettrocardiografo. Ma non finisce qui: ricevuta in dono dalla famiglia Messeri una Opel Kadett decidiamo di istituire un servizio di guardia medica pediatrica gratuita operativo nel fine settimana.
Arrivano intanto nuovi Confratelli e “La Loggetta”, che dal 1991 è diventata uno dei primi 118 in Italia (prima il numero era il 4976), ci passa sempre più servizi.
La mancanza di spazio comincia però a farsi sentire, quindi chiediamo ed otteniamo dal Comune i locali di Via Rocca Tedalda che, come avvenuto anche per la sede di Via di Varlungo, vengono ristrutturati in buona parte direttamente dai Confratelli.
Nel 1995 “la banda del Peroni” si sente pronta ad affrontare il salto nel vuoto: il servizio CEMM (Coordinamento Emergenza Medica Misericordie), l’ambulanza con medico a bordo. Alcuni di noi si mettono a studiare, frequentano il corso per soccorritore e superano l’esame, l’ambulanza 3 viene attrezzata con apparecchi e farmaci per l’emergenza, si trovano i medici e “a spese nostre” attiviamo questo servizio tutti i giorni in orario 20-24.
Per molti di noi l’impegno raddoppia: infatti si può indossare la divisa giacchina/pantalone bianchi e salire sul CEMM solo se continua a svolgere anche gli altri servizi (ordinaria, sociali, i domiciliari).
I nostri sforzi vengono però premiati e dopo un solo anno, nel 1996, la ASL stipula con la Misericordia la convenzione per il servizio di emergenza in orario 8-14, il che ci costringe a cambiamenti epocali in termini organizzativi. Naturalmente non molliamo, ma anzi ci “costringiamo” ad acquistare un altro mezzo attrezzato: a Varlungo arriva l’ambulanza 8.
Sempre nel 1996 la Misericordia ottiene l’importante riconoscimento della personalità giuridica da parte della Regione Toscana .
Nel 1998 festeggiamo i nostri primi dieci anni … i numeri sono incredibili, considerando la giovane età della Confraternita ed il fatto che i servizi sono svolti solo da volontari, se si eccettuano gli “obiettori di coscienza”. Da qualche anno infatti il la Misericordia ha ottenuto la convenzione per questo servizio, che si rivelerà importantissimo, anche e soprattutto per gli stessi ragazzi.
Tra mille difficoltà ma con tanta voglia di andare avanti nel 2000 viene ampliata l’attività del poliambulatorio e la Misericordia affitta i locali di via Aretina che ancora una volta vengono ristrutturati grazie soprattutto al lavoro di alcuni Confratelli.

Nel 2001 un colpo inaspettato: la ASL, dopo averla sperimentata nel Quartiere 2, sostituisce il nostro CEMM con l’automedica, dislocandola proprio alla Loggetta, pur confermandoci la convenzione per un’ambulanza di primo soccorso, formata però da soli soccorritori. Il Consiglio affronta la circostanza con il giusto piglio e decide quindi di potenziare l’attività formativa.
Si arriva al 2003, quando festeggiamo 15 anni di vita … è in quell’anno che nella mente del Peroni si insinua il tarlo di una nuova sede, più grande, accogliente e funzionale.
Nel 2005 apprendiamo dai giornali che il 118 dovrà trasferirsi in Oltrarno, quindi il Consiglio, fidando nella Provvidenza, invia alla ASL 10 la manifestazione di interesse all’acquisto dell’edificio. Parallelamente si battono anche altre strade, ma nella mente di tutti “La Loggetta” resterà l’oggetto dei desideri.
In questi anni, anche se tra difficoltà non di poco conto, il numero dei Confratelli e quelli dei servizi cresce: solo le “mutature” diminuiscono, fino a scomparire del tutto.
Nel frattempo la Misericordia riesce a comprare altri mezzi per l’emergenza ed i servizi sociali, risparmiando centesimo su centesimo, anche nella speranza di acquistare la nuova sede.
Nel dicembre del 2007 partecipiamo emozionati al trasferimento del Meyer dalla storica sede di Via Giordano a quella nuova di Villa Ognissanti: una serata incredibile, per Firenze ed i suoi abitanti, un’esperienza che ci porteremo dentro per tutta la vita, per tante ragioni.
In questa occasione prende consistenza l’idea di dare vita ad un servizio nuovo, il Gruppo di Protezione Civile. Questo Gruppo, grazie al lavoro instancabile di alcuni confratelli e consorelle, si farà particolare onore in occasione dei tristi eventi dei terremoti in Abruzzo del 2009 ed in Emilia Romagna del 2012.
Nel frattempo alla fine del 2007 con un vero e proprio colpo di mano stipuliamo con la ASL 10 il contratto preliminare per l’acquisto della “Loggetta”, e nel febbraio del 2008 entriamo in possesso dell’edificio, nel quale dopo alcuni sommari lavori, ci trasferiamo nell’autunno 2008 abbandonando con grande commozione la storica sede di Via di Varlungo 71.
Ci mettiamo quindi a caccia di un istituto di credito disponibile ad erogarci il mutuo necessario al contratto definitivo, e grazie all’immagine sana e solida che la Confraternita può vantare otteniamo detta disponibilità. Per inaspettati problemi di conformità dell’immobile, non riusciamo però a concludere l’affare nei tempi ipotizzati.
In questa situazione, che impedisce al Consiglio di mettere mano da subito alla ristrutturazione della nuova sede, con notevole sforzo firmiamo comunque la nuova convenzione con la ASL 10 per prolungare il servizio di emergenza fino alle ore 20.
Il 31 maggio 2011, risolti tutti i problemi, il Peroni può finalmente firmare il contratto definitivo di acquisto dell’edificio: la Misericordia diventa proprietaria a tutti gli effetti dell’attuale sede di Via della Loggetta n. 7.
Pochi giorni dopo il Consiglio Direttivo rimette il suo mandato ed Enzo Peroni, Presidente della Confraternita da oltre 20 anni, viene acclamato Presidente Onorario dai Confratelli riuniti nell’Assemblea dell’11 giugno 2011.
Il nuovo Consiglio insediatosi nell’ottobre 2011 e tutt’ora in carica affronta da subito il compito della ristrutturazione della sede e della riorganizzazione dei vari servizi, per rispondere alle sempre nuove e crescenti necessità della popolazione, anche a causa della difficile situazione economica.
…Arriviamo a oggi!
Ed eccoci qua, 18 marzo 2013, 25 anni: abbiamo percorso migliaia di chilometri, rubato migliaia di ore alle nostre famiglie, al divertimento, al riposo, aiutato in vari modi migliaia di persone: ci siamo messi in gioco, sempre, senza pensarci, senza paura, senza abbatterci nelle difficoltà, fidando sempre nell’aiuto di Dio e del nostro popolo.
In queste occasioni sicuramente è giusto sedersi, celebrare i traguardi raggiunti, riflettere su cosa abbiamo fatto, per capire cosa si poteva fare di più e meglio. Ma è un attimo, non possiamo fermarci, dobbiamo subito riprendere il cammino, con rinnovato entusiasmo e la coscienza della grande responsabilità, anche morale, che ci siamo assunti indossando la veste della Misericordia: “Ricorda il programma della Carità, la Carità di Cristo non è semplicemente l’amore: è l’Amore purificato da ogni ombra d’interesse, di guadagno, d’ambizione, di secondi scopi; è l’Amore puro, grande, perfetto; è l’Amore che tutto dona e niente chiede, che tutto soffre ma con animo sereno; che tutto sopporta ma con volto ilare e sopporta, ma con animo sereno, con volto ridente; che tutto opera, lavora sulla terra ma collo sguardo nel cielo. E’ l’Amore della creatura per tutte le creature; Amore per chi ci ama e Amore per chi ci odia; Amore per chi ci protegge e Amore per chi ci oltraggia; Amore per i potenti, per i favoriti dalla fortuna, Amore per i poveri e per gli infelici; Amore per i vivi e Amore per i defunti. Amore per tutti! E’ la legge della carità di Cristo. Questa la base, il fondamento della Compagnia ! Questa la pietra angolare, sacro, intangibile, immutabile” (da “Il Colloquio di Ammissione per i nuovi Fratelli” secondo il Rito Pratese in uso nel 1704).
Ci attendono nuove e più impegnative sfide, ma non dobbiamo aver paura: potremo affrontarle con volto ridente ed entusiasmo se da veri Samaritani cercheremo sempre il Cristo in ogni fratello che ha bisogno, ringraziando Dio per averci concesso di compiere un gesto che anche se a noi può sembrare piccolo diventa incredibilmente grande per chi lo riceve, un gesto che a volte può davvero valere una vita intera.
Prima dei saluti un doveroso ricordo ed un ringraziamento ai tanti Confratelli che sono tornati alla casa del Padre … tanti di loro sono stati delle vere e proprie colonne della nostra Misericordia (e non solo). I loro nomi, i loro volti scorrono nella mia mente e vorrei davvero ricordarli tutti, ma sicuramente finirei per dimenticarne qualcuno e non sarebbe giusto. Ringraziamo il Signore per il grande dono che ci ha fatto concedendoci di averli al loro fianco in tanti e tanti servizi.
Ai Confratelli Fondatori, Onorari, Attivi, Sostenitori, ai Benefattori ed agli Amici, a tutti coloro che in questi 25 anni hanno fatto vivere e crescere la nostra Misericordia, un grazie di cuore e l’augurio di ritrovarci tra altri 25 anni a vivere momenti intensi come questi.
Che Dio ve ne renda merito !
Simone