Premesso che il Volontariato spazia in tutti i campi ed in tutti i settori, io personalmente da diversi anni seguo il settore sanitario come Soccorritore presso la  Misericordia di Firenze Est – Varlungo.

Dedico il mio tempo libero con grande soddisfazione, ma anche perchè vedo il bisogno che esiste in questo settore, bisogno che riguarda le persone, malate, infortunate, portatrici di handicapp e con problemi personali.

Chi come me si adopra in questo settore, sa benissimo la necessità di prestare la propria opera, anche di poche ore che poi nell’insieme servono e non poco.

Il Soccorritore non solo si adopra solo nei servizi di Emergenza con le Ambulanze – e le richieste non sono poche –  ma anche con servizi con o senza ambulanza, cosìdetti sociali quali portare persone da casa o da strutture private agli Ospedali, portarle a fare esami di varia natura, portare le persone dializzate a giorni alterni per fare le dialisi, portare tutte le mattine bambini e non, portatori di handicapp in strutture di day-hospital di riabilitazione o scolastiche, assistere le persone presso le proprie abitazioni anche solo per fare loro la spesa od acquistargli dei medicinali.

Quante persone che hanno bisogno….

Quante persone che avrebbero bisogno ma non siamo in grado di assisterle per mancanza di volontari….

Quante persone che a volte hanno degli spazi di tempo e non sanno che potrebbero sfruttarli per il bene comune ricevendone grande soddisfazione nel farlo.

A volte leggo sui giornali – come se ne è parlato alla televisione – del perchè non si assumono dipendenti anzichè andare avanti con i Volontari.Ma anche senza essere in un momento di crisi economica mondiale come adesso, come si fa a pensare che si possano assumere milioni di persone disponibili, ovviamente con turni, per 24 ore tutti i giorni dell’anno ? Chi reggerebbe un costo così spaventoso !

Ma il problema a cui penso è ben altro e cioè che per svolgere questa attività bisogna sentirsela dentro e svolgerla  come una specie di missione: è una parolona, ma questo lo dico per fare capire con quale spirito debba essere affrontata.

Non bisogna guardare l’orologio, non bisogna guardare le simpatie, il colore della pelle, la razza, la religione, va fatto e basta in quanto è con questo sentimento che si può e si deve affrontare questi bisogni.

Chi comincia, piano piano si accorge che quanto detto poi diventa naturale ed anche lui andrà avanti con questo spirito di partecipazione, è successo a me, è successo a quelli prima di me e succederà ancora a chi arriverà.

C.A.D.