MISERICORDIA DI
FIRENZE EST
- VARLUNGO-
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Firenze

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Crocifisso ligneo di ignoto, ripescato nel 1330 da una piena dell’Arno. Esposto nella chiesa di S. Pietro a Varlungo

 


 

Il saluto del Correttore
-CONVERTITEVI-

Quando leggiamo il Vangelo, sempre sentiamo sotteso questo forte invito esortativo, ma come rispondere? Ci vengono subito in mente le grandi conversioni (S.Paolo, S.Agostino) e subito ci sentiamo arresi perché sono esempi inarrivabili. Allora questo invito è condannato ad essere per noi senza risposta? Sì, se abbiamo grandi pretese!. Ma se rispondiamo alla logica evangelica della carità, allora ci renderemo conto che ogni atto di fraterno aiuto è un passo, è una risposta a quel “convertitevi”.

Nel Vangelo si legge: “ogni volta che voi avete fatto queste cose ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me” (Mt 25, 40). Allora diventa bello e consolante il pensare che ogni nostro servizio, ogni nostro aiuto fatto all’altro, superando il nostro egoismo e la nostra pigrizia, sono passi che avvicinano all’esperienza del “Buon Samaritano”.

C’è tanto bisogno di chi sappia mettersi accanto a chi è nel momento difficile; saper essere passo per chi non può camminare; saper essere sorriso per chi ha la tristezza nel cuore; saper essere forza e consolazione per chi è sotto il peso del dolore fisico o morale; saper essere semplicemente aiuto per chi non ce la fa.

Sono queste certamente risposte di conversione, risposte che ci mettono al passo con le esigenze del Vangelo. Ogni servizio di qualsiasi confratello della Misericordia non è un tentativo di rispondere a questa realtà?

Vivere l’esperienza attiva della Misericordia può essere o diventare una risposta “anche senza tante pretese” all’imperativo del Vangelo. E’ augurabile che ogni fratello prenda coscienza che è proprio questa strada che porta ad un mondo diverso, a quel mondo in cui ci piacerebbe vivere. Un mondo illusorio? Certo, se pensassimo possa esserci un mondo dove nessuno ha bisogno dell’altro. Ma se il mondo è quello in cui viviamo, allora il mondo diverso è quello in cui nessuno, che si trovi in difficoltà, sia lasciato solo, ma ci sia sempre qualcuno che faccia un passo di conversione verso chi gli è accanto.

Sedici anni della nostra Misericordia, quanti passi sono stati compiuti verso gli altri? Tanti, tantissimi. E’ augurabile siano ancora di più, non per questioni di numeri, ma perché così si cammina accanto al fratello e si esperimenta nella propria vita l’essere Samaritano. Le necessità non mancano, anzi aumentano; possono mancare le disponibilità.

Se vuoi e puoi anche per il tuo aiuto c’è posto.

Correttore
Don Antonio Ferrara

 

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