| Quando
leggiamo il Vangelo, sempre sentiamo
sotteso questo forte invito esortativo, ma come rispondere? Ci
vengono subito in mente le grandi conversioni (S.Paolo,
S.Agostino) e subito ci sentiamo arresi perché sono
esempi inarrivabili. Allora questo invito è condannato
ad essere per noi senza risposta? Sì, se abbiamo grandi
pretese!. Ma se rispondiamo alla logica evangelica della carità,
allora ci renderemo conto che ogni atto di fraterno aiuto è
un passo, è una risposta a quel “convertitevi”.
Nel
Vangelo si legge: “ogni volta che
voi avete fatto queste cose ad uno solo di questi miei fratelli
più piccoli, l’avete fatto a Me” (Mt 25, 40).
Allora diventa bello e consolante il pensare che ogni nostro servizio,
ogni nostro aiuto fatto all’altro, superando il nostro egoismo
e la nostra pigrizia, sono passi che avvicinano all’esperienza
del “Buon Samaritano”.
C’è
tanto bisogno di chi sappia mettersi accanto a chi è nel
momento difficile; saper essere passo per chi non può camminare;
saper essere sorriso per chi ha la tristezza nel cuore; saper
essere forza e consolazione per chi è sotto il peso del
dolore fisico o morale; saper essere semplicemente aiuto per chi
non ce la fa.
Sono
queste certamente risposte di conversione, risposte che ci mettono
al passo con le esigenze del Vangelo. Ogni servizio di qualsiasi
confratello della Misericordia non è un tentativo di rispondere
a questa realtà?
Vivere
l’esperienza attiva della Misericordia
può essere o diventare una risposta “anche
senza tante pretese” all’imperativo del Vangelo.
E’ augurabile che ogni fratello prenda coscienza che è
proprio questa strada che porta ad un mondo diverso, a quel mondo
in cui ci piacerebbe vivere. Un mondo illusorio? Certo, se pensassimo
possa esserci un mondo dove nessuno ha bisogno dell’altro.
Ma se il mondo è quello in cui viviamo, allora il mondo
diverso è quello in cui nessuno, che si trovi in difficoltà,
sia lasciato solo, ma ci sia sempre qualcuno che faccia un passo
di conversione verso chi gli è accanto.
Sedici anni della nostra Misericordia, quanti passi sono stati
compiuti verso gli altri? Tanti, tantissimi. E’ augurabile
siano ancora di più, non per questioni di numeri, ma perché
così si cammina accanto al fratello e si esperimenta nella
propria vita l’essere Samaritano. Le necessità non
mancano, anzi aumentano; possono mancare le disponibilità.
Se
vuoi e puoi anche per il tuo aiuto c’è posto.
Correttore
Don Antonio Ferrara
|