| Servizio Civile: un'esperienza in prima persona |
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Pochi esami alla tesi e la voglia di mettermi in gioco in qualcosa di più pratico... Sono capitata alla Misericordia di Varlungo quasi per caso.
Ricordo la paura, l’entusiasmo, l’emozione “della prima volta”. Ti senti vulnerabile, ti metti in un angolo e guardi il contesto, cercando in te quello spirito di adattamento necessario. Ma subito avverti di non sentirti diverso. Varcato l'ingresso di via della Loggetta non esistono differenze tra chi c'è da anni e tra chi è appena arrivato,tra chi è ingegnere e chi è operaio, tra i diversi orientamenti politici,tra il giovane e l' anziano. Niente schemi preordinati da sovrastrutture, niente filtri di abiti convenzionali, di giacche, di cravatte, di tacchi impossibili, di gonne confezionate per evidenziare curve.Solo una divisa, uguale per tutti. Nessun filtro tra la tua interiorità e esteriorità. E la paura di non sentirsi accettato,dopo una prima mattinata ,è meno presente in te.E inizia la condivisione. C'è il gruppo. E cerco di capire chi siamo, individuo dei comportamenti, delle caratterizzazioni. Facendo i servizi entri in contatto con persone diverse, ognuna con la sua unicità. In squadra ogni persona assume, inevitabilmente, il suo specifico ruolo... Trovi il sicuro, il propositivo, il pessimista, l’entusiasta, il trascinatore, il perplesso, l’ottimista, l’individualista, lo scettico, il distante, il perfezionista, il distratto, l’accattivante, il polemico, l’imprudente, il riflessivo, l’attento, il superficiale, il protagonista. E tutti comunichiamo in una totale armonia, in una totale assenza di giudizi. E in quel contesto mi trovo a valutare ognuno di loro e me stessa, a preferirne alcuni su altri, a scegliere. E capisci che ogni caratterizzazione presente, precedentemente individuata, è utile, nessuna scelta, ognuno è interprete di un qualcosa, e si crea un intrecciarsi, una combinazione di più “anime” e di “maniere” diverse tra loro, tutte comunque unite da un' obiettivo comune:quello di aiutare l'altro. Dove l'altro può essere chiunque... Il vecchio, il bambino, il matto, il ricco, il povero, il vicino.... Può essere in pericolo di vita o essere semplicemente bisognoso di compagnia. Perché la Misericordia è emergenza, ma anche tanto altro.... E' ascoltare storie di vita ed esperienze,uno sguardo,un sorriso,un silenzio significativo,una mano... Vedi realtà sconosciute, ascolti altre voci, senti nuovi odori... E cambia la tua visione dell'altro, di te, del mondo. Avverti che le orme dell’insegnamento di vita che queste persone,quotidianamente, ti lasciano ti segnerà per sempreE ti domandi se sia davvero tu a dare a loro o siano loro a dare a te. |



