| La mia esperienza di Formazione ( e non solo) alla Misericordia di Varlungo |
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"Quando pianificate per un anno, piantate cereali.Quando pianificate per dieci anni, piantate alberi.Quando fate una pianificazione che deve durare una vita, formate ed educate le persone" Guan Zhong (Filosofo e politico cinese)Molti anni fa il mio percorso nella Misericordia è iniziato, come per molti altri, con un corso che ha attratto la mia attenzione, Mio padre era morto da pochi mesi ed una riflessione mi ha colpito: come posso coscientemente trascurare di acquisire conoscenze potenzialmente così importanti e andare avanti facendo finta di niente? E’ stato quello il primo corso che ho seguito, scoprendo il mondo del Volontariato, in generale, e ancora meglio quello che la nostra Misericordia rappresenta, nel panorama del Volontariato, rimanendo affascinato ed attratto da tutti gli aspetti di questa attività così peculiare ed unica. Ed è stato quindi di corso in corso che sono arrivato ad occuparmi di organizzare e gestire la Formazione della Misericordia di Varlungo, un onore ed un privilegio che fanno passare in secondo piano l’impegno che questo richiede. Come spiegare cosa si prova a trovarsi davanti ad un gruppo di persone che quasi sempre per la prima volta mettono piede in un’associazione di Volontariato, come avviene ogni anno alla prima lezione di un Corso Base? Gioia ed eccitazione, perché in questo gruppo di individui una larga maggioranza è sicuramente motivata dalla voglia di apprendere e di aiutare il prossimo. E la motivazione, come ben sa chi si occupa di formazione, è l’elemento fondamentale per il successo di un percorso di apprendimento. Curiosità, perché la particolarità secondo me più “speciale” delle associazioni di volontariato è l’assoluta eterogeneità dei suoi adepti ed è quindi la “trasversalità” delle esperienze e dei vissuti che si possono incontrare. Il pensionato scherza con l’avvocato, il rappresentante con l’operaio e la casalinga, lo studente si fa risentire la lezione dalla guardia giurata e ciascuno, senza saperlo, arricchisce la vita dell’altro. Paura, che può derivare dalla responsabilità di essere il primo contatto e di conseguenza l’elemento dell’organizzazione attraverso di cui tutta l’associazione verrà valutata, che riuscirà o meno ad interessare ed a trattenere coloro che da allievi diventeranno soci attivi, la vera e più importante ricchezza della Misericordia. Sentimento per fortuna mitigato dal fatto che non si è mai soli, in tutte le attività sociali e che quindi questa responsabilità viene condivisa con tanti formatori di buona volontà che condividono la propria esperienza e trasmettono non solo nozioni e tecniche, ma soprattutto valori. Devo soprattutto all’amico Fabio l’esempio di impegno e di rigore che ha tracciato il solco per il quale la preparazione dei nostri soccorritori si è fatta una giusta reputazione di affidabilità e competenza negli anni dalla fondazione della Misericordia di Varlungo ad oggi e anche se gli impegni di lavoro lo hanno costretto a passarmi il testimone di questa attività, rimane sempre il mio punto di riferimento. Il nostro gruppo di formatori è sempre più impegnato sia verso i soci, o aspiranti tali, che verso la popolazione, spaziando dai corsi di Soccorritore Base e Avanzato, ai corsi IRC BLSD, PBLSD e PTC, fino ai corsi divulgativi ed ai corsi per Addetti Aziendali di Primo Soccorso, mentre la qualità della didattica, è garantita da enti scientifici, come IRC, e dai Centri di Riferimento accreditati, consentendoci di essere aggiornati e rigorosi, pur rimanendo volontari e come tali animati da uno spirito che ci permette di avere un approccio diverso dal professionista. Henry Ford ha detto “Chiunque smetta di imparare è un vecchio, che abbia 20 anni o 80. Chi continua ad imparare, giorno dopo giorno, resta giovane. La cosa migliore da fare nella vita è mantenere la propria mente giovane ed aperta." e il filosofo francese Joseph Joubert ha aggiunto "Insegnare è imparare due volte”, voglio quindi sperare che anche se non sarà forse possibile ringiovanire, riuscirò comunque a mantenermi in forma per ancora un po’ di tempo, continuando ad incontrare Consorelle, Confratelli ed i nuovi meravigliosi amici che avrò la fortuna di introdurre nei servizi della Misericordia anno dopo anno, ed ai quali rivolgo fin d’ora il nostro saluto: “Che Dio ve ne renda merito!”
Riccardo Caselli |




perché fra le varie frasi e informazioni presenti sul volantino ce n’era una che recitava più o meno così “..quello che imparerai potrebbe permetterti di salvare una vita”.