| Il mio secondo servizio |
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Inverno 2008. Il mio secondo servizio in ambulanza. I primi momenti di un'esperienza che sfocia, adesso, in una reale e gratificante passione. Incrociammo i nostri sguardi, avevamo la stessa età, separata soltanto da alcuni mesi che in quell'attimo non facevano di certo la differenza. Mi sorridesti beato e si leggeva fra le rughe del tuo volto, la presenza di una sofferenza ardua, di un dolore troppo forte per essere combattuto dai tuoi scarsi anni. Mi feci forza e ti aiutai a distenderti sulla nostra barella e mi accorsi, evitando il tuo sguardo, che eri privo di un arto, sicuramente a causa di una recente operazione. Percepivo su di me il calore del tuo sorriso e in segno di amicizia mi stringesti la mano. Nel tragitto fino al tuo appartamento, parlammo e chiacchierammo del tutto e del niente che quotidianamente ci circonda, eri curioso e la curiosità è sinonimo di grande e ammirevole intelligenza. Mi rivolgevi domande e con la mia più sincera timidezza provavo a trovare delle risposte che saziassero la tua sete di sapere. Mi chiedesti inoltre di aprire il finestrino, quasi completamente, per riuscire a scorgere i colori degli alberi, il volto delle persone e le macchine ferme a causa del traffico eccessivo. Ti accontentai. Osservando nuovamente il tuo sorriso e la tua gioia così trasparente, decisi che da quel giorno avrei sorriso anche io come te e come te avrei imparato ad apprezzare ogni lato oscuro della vita, anche il più tetro. Irene |



